Una pianta con fiore che resiste al freddo? L’Elleboro o Rosa di Natale!

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Se stai cercando una pianta decorativa da esterno i cui fiori sopportino anche il clima freddo dell’inverno, dovresti considerare il candido Elleboro Niger (Helleborus Niger), o Rosa di Natale. I suoi grandi fiori bianchi risultano splendenti nel rigore della stagione fredda ed il suo portamento vagamente liberty conferisce a questa pianta rustica un’eleganza rara.

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L’Elleboro Niger (o Rosa di Natale) può raggiungere i 30 cm di altezza e fiorisce in inverno o all’inizio della primavera. I suoi fiori che resistono bene al freddo dell’esterno, se recisi e tenuti in vaso, hanno una buona durata anche dentro casa. E nessuna paura se, in caso di gelo, le piante di Elleboro risultassero abbattute rovinosamente: appena la temperatura esterna risalirà sopra lo zero, fiori e foglie torneranno allo splendore di prima!

L’Elleboro è una pianta perenne della famiglia delle Ranuncolacee di cui esistono circa 20 specie che differiscono sostanzialmente nella provenienza e nella colore del fiore.

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A dispetto dell’apparenza di fiore incantato nella desolazione della vegetazione invernale, l’etimologia del suo nome nasconde un significato meno romanico. Nella versione più accreditata, Helleborus (dal greco “elein” = ferire e bora=alimentare) significa: pietanza, nutrimento o cibo mortale.

Ed il ‘niger’ del nome (= nero o scuro), che si riferisce al colore del rizoma, cozza con il candore del suo fiore.

E’ opportuno lavare sempre le mani dopo aver maneggiato l’Elleboro poiché si tratta di una pianta tossica (come del resto buona parte delle Ranunculaceae) la cui sostanza velenosa, contenuta principalmente nelle radici e nel rizoma, può essere assorbita anche attraverso la pelle. Data l’altissima tossicità della pianta e l’estrema difficoltà nel gestirne i corretti dosaggi è ovviamente sconsigliato l’uso farmacologico che veniva fatto in passato dalla medicina popolare del’“ellebori” e delle altre sostanze alcaloidi velenose che l’ Elleboro contiene.

Un ringraziamento a Denis.

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