Sliding Doors: da PezzoDiCuore

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Arriva prima o poi il momento in cui si perde la “verginità” sentimentale.

La linea di confine tra PRIMA e DOPO è di solito delimitata da esperienze vissute o anche dalla serena consapevolezza che un’altra opportunità non è garantita da contratto e che arriva il giorno in cui “è già troppo tardi”.

Spesso la differenza tra PRIMA e DOPO è banale, talvolta sostanziale.

PRIMA è quando (per praticità declinerò tutto al femminile, ma se si necessita di politically correct posso tradurre tutto al maschile):

– lui è la tua priorità, fai la ceretta mentre lui fa lo spritz con gli amici, pacchi la tua migliore amica perché lei capirà, mentre lui non deve mai essere deluso;

– il soggetto delle tue frasi è NOI ed i tuoi progetti si coniugano alla prima persona plurale;

– lo coinvolgi nelle tue attività e lo introduci nel tuo gruppo di amici, ritieni che tutto va diviso e che infondo è bello stare sempre insieme;

– pur cercando di non adesivarti troppo, tuttavia non muovi un passo senza prima aver capito esattamente se e cosa vuole lui (che sia una cena, le vacanze, l’ora della palestra);

– ogni sms di cui non si capisce la provenienza diventa una potenziale minaccia; cosa vuole quella sgualdrina della sua ex? e perché lui ha conservato proprio quel messaggio?

DOPO è quando:

– vedi come una benedizione che abbiano inventato il calcetto, e non ti interessa se invece di essere in campo in 22 sono solo in 2;

– lui fa tardi al lavoro, salta la vostra cena, e tu finalmente ti puoi smaltare le unghie con la nuova vernis de Chanel;

– il cellulare suona ed invece di rischiare un frontale per rispondere (come avresti fatto PRIMA) lo lasci squillare beato e può essere che ti dimentichi anche di richiamare;

– nel fare la spesa ti passa di mente che i suoi biscotti preferiti sono finiti;

– l’idea di trovare l’sms di una ex (o di individua equivalente che miri a fare di te una ex) ti turba meno del fatto che l’estetista ti abbia fatto le sopracciglia non esattamente simmetriche.

Lo so, lo so, mi obietterete che l’ideale è la giusta via di mezzo tra il completo annullamento di sè ed il disincanto più totale. Probabilmente avete ragione voi.

Io, che non ho mezze misure e mi sono convinta che o si ama troppo o non si ama per nulla, penso invece che innamorarsi sia la capacità di credere che l’altro è disposto a mettersi in gioco tanto quanto noi. Il punto è: noi lo siamo ancora?

 

Discussion1 commento

  1. – nel fare la spesa ti passa di mente che i suoi biscotti preferiti sono finiti;

    Noooo , che stronza!

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