‘Si Fa Presto a Dire Madre’ di Valentina Furlanetto
Non ho mai dato molto credito ai manuali per future mamme. È passato molto tempo da quando anche io aspettavo mio figlio, piena come tutte le madri di domande a cui non sempre sapevo se c’era risposta.
All’epoca mi hanno regalato un libro sull’argomento, ma come accade spesso con i libri che parlano di maternità in maniera scientifica, dopo poche pagine emergeva l’approccio “se oggi per caso sei triste per 5 minuti, tuo figlio diventerà un serial killer”. Archiviato il libro nella sezione “legna da ardere” mi sono tenuta lontana da tutti i manuali, finché sono incappata in Giovanni Bollea ed il suo attualissimo anche se classico “Le madri non sbagliano mai” che ho regalato a molte amiche e che tuttora sfoglio quando sento il bisogno di un parere equilibrato.
Il rovescio della medaglia, ai testi accusatori, sono i libri che edulcorano la maternità come un’esperienza inevitabilmente felice, come se invece la felicità in quanto madre non fosse un percorso quotidiano piuttosto che un dono del cielo.
Ecco perché quando ho visto in libreria “Si fa presto a dire madre” ed ho letto il risvolto di copertina, ho subito immaginato che rappresentasse un punto di vista interessante sulla maternità. Le storie che contiene sono spesso estreme, di certo tutti pensiamo che la prigione ad esempio sia un’esperienza che non ci apparterrà mai, ma sfido qualsiasi madre a non provare un brivido ed un senso di inquietudine, leggendo la storia della madre che dimentica la propria bimba in auto.
La maternità (con i dovuti distinguo ed il sano realismo di riconoscere le realtà oggettivamente difficili) è senz’altro un’esperienza meravigliosa, emozionante ma piena di luci e di ombre, e le storie che racconta questa cronaca servono proprio ad illustrarne l’ambivalenza.
Perché qualsiasi significato si voglia dare a questa affermazione, è proprio vero che un figlio ti cambia la vita.
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Scritto da Barbara per NaturaDonna, marzo 2011








