Senza scatto alla risposta: da PezzoDiCuore
Spesso con le mie amichette quasi tutte bionde, davanti ad una birra o un buon rosso a seconda dei casi, disquisiamo di maschi. Perché a molti uomini d’oggi basta solo il virtuale? È possibile che sia già appagante di per se, sapere che potrebbero, senza bisogno di andare necessariamente oltre? Oppure è colpa delle donne, percepite come troppo aggressive e poco rassicuranti?
Cosa rende difficile la comunicazione facendo si che probabili storie nascenti si arenino al primo ostacolo, dopo che magari ci è venuta la gastrite a suon di caffè alla macchinetta prima di strappare un appuntamento?
Tanti interrogativi si affollano, ma spesso temo che si tratti di spiegazioni più semplici. Io – ad esempio – seguo uno schema. Flirto solo con chi ha il mio stesso operatore telefonico, di modo da ammortizzare i 300 messaggi giornalieri gratuiti. Nulla di personale, sia chiaro.
Ecco perché non bisogna mai fraintendere. Se non richiama non è perché non gli piacciamo, o perché si sta chiedendo se siamo adatte a garantirgli una discendenza adeguata. Magari è solo scaduta la promozione sulle chiamate ed alla prossima offerta si farò vivo.

Eh.. lo so, c’è una bella dose di presunzione a pensare che vi possa interessare quello che scrivo qui. La mia è una vita normale: faccio un lavoro che amo, e infatti conto di ritirarmi tra sette anni esatti a coltivare pomodori e leggere in riva al mare. Vivo in una casa delle bambole (cioè minuscola) con il mio bimbo di 8 anni, noto ai più con tanti soprannomi di cui il più gettonato è PDC, traduzione dal napoletano di piezz’e core, letteralmente Pezzo di Cuore, un piccolo rugbista che mi placca mentre faccio il risotto, non ha più un dente davanti, e non si capacita che ci sia la scuola dell’obbligo.
Il mio tesoro più grande è l’amicizia: la mia ciccina bionda che mi conosce meglio di me stessa, i giri di birre dopo un allenamento di touch, la mia metà (la mia sorella gemella, forse un mio terzo, i due terzi li faccio io) e anche una bella sigaretta sul balcone, alla sera, quando finisce un’altra giornata e finalmente nella casa delle bambole tutto tace.







