Quando nasce un amore: da PezzoDiCuore
Resto sempre della mia idea che l’attesa sia la parte migliore di un rapporto.
Quella fase in cui tutto è potenzialmente perfetto ed in cui si può ancora immaginare che andrà tutto bene e che forse abbiamo finalmente trovato la nostra metà della mela.
Tutto però dipende da quante mele hai assaggiato nella tua vita.
Ho amici che si sono sposati e sono felici con la prima persona che hanno incontrato, magari nella loro adolescenza. Sono quelli a cui è più difficile spiegare che più si va avanti e più innamorarsi fa paura.
Un po’ perché ti sei già innamorato altre volte, o hai creduto di esserlo, o a posteriori non sai più se era o sembrava un calesse.
Chi ama ancora il primo amore si stupisce a volte di come dopo anni si sia spaventati all’idea di iniziare una nuova relazione, di come l’aumentare delle delusioni faccia diminuire in maniera direttamente proporzionale l’entusiasmo. L’idea di condividere nuove abitudini, di immaginare di invecchiare con qualcun altro, di ridefinire progetti ed aspirazioni; è un po’ come i traslochi, la prima volta non vedi l’ora di andare all’Ikea, di scegliere le piastrelle, di montare le tende, ma dopo svariati spostamenti speri solo che gli scatoloni non pesino troppo e di non rompere più oggetti del necessario.
Ne parliamo spesso io e la mia ciccina, alla nostra età anche economizzare energie ha il suo perché.
Però poi, dipenda dalla chimica, dipenda dal fatto che ci si distrae e si spegne un attimo il cervello, si torna a riprogrammare, riprogettare. A pensare che magari è davvero solo questione di trovare la persona giusta al momento giusto. Che magari il momento giusto è proprio oggi, che gli astri si sono finalmente allineati correttamente.
Che non può piovere per sempre e ad un certo punto non può fare più buio di mezzanotte.








