Pubblico dis-servizio: da PezzoDiCuore

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Amo le pubbliche amministrazioni, gli uffici postali ed in generale tutti i servizi al cittadino.

Dio ve ne scampi se avete bisogno di un ufficio comunale diverso dall’anagrafe.

“Signora dovrebbe passare a ritirare la concessione in settimana”

“Si certo, mi lascia i vostri orari di apertura?”

“Guardi siamo aperti il mercoledì, solo se però l’anno è bisestile, non piove e mia sorella non ha mal di testa, dalle 10 alle 11”

“Ehm… veramente io lavoro. Non si può fare verso le le 12,30? Oppure al sabato?”

“No guardi, signora, anzi è meglio che chiami prima di venire, perché i prossimi 3 mercoledì non sono nemmeno sicura di esserci sempre”

Sgrunt.

Meno male che poco prima avevo posteggiato l’auto. Trovo miracolosamente parcheggio e poi puff-puff pant-pant, mi avvio al parcometro che si trova ovviamente dall’altra parte della città. Arrivo ed il monitor mi intima “digitare il numero del posto auto”. Certo, è logico, non dirmelo quando ho parcheggiato, dimmelo quando ho già fatto il miglior tempo della maratona cercando la macchinetta. Torna indietro, memorizza il numero, migliora il proprio record personale.

Incontro uno di quei tizi, che non sono vigili, ma possono godere lo stesso mettendo le multe, come si chiamano? Gli ausiliari del traffico.

“Scusi, qui c’è scritto che mi devo tenere il biglietto. Quindi non devo esporlo”

“In teoria no, signora, ma è meglio che lo esponga, sa nel caso avesse inavvertitamente sbagliato il numero del posto auto, almeno non rischia la multa”

“Ma mi permetta: quindi se io inserisco il numero di un posto auto già occupato la macchinetta non mi avvisa?”

“No signora, la macchinetta incassa e basta. Deve stare attenta lei”

“Non capisco, io devo stare attenta, perché voi avete installato una macchinetta stupida per un sistema di parcheggi secondo voi intelligente?”

“Non lo dica a me, io sono solo l’ultima ruota del carro”.

È la stessa risposta che ho ricevuto ritirando una raccomandata, alla richiesta di pagare la sosta. Di fronte alle mie rimostranze perché ero in casa quando mi hanno lasciato l’avviso senza nemmeno suonare il campanello (e me lo ricordo bene, mi capita di essere in casa di sabato mattina circa una volta ogni dieci anni…) mi sono sentita dire che loro non ne possono nulla, sono d’accordo con me, ma sono due enti diversi.

Sorvoliamo sul fatto che ho sprecato un’ora di ferie per ritirare la missiva dell’amministratore di condominio, di solito estremamente interessante, tipo “ricordatevi di annaffiare le aiuole”, ma siamo nel 2011, siamo andati sulla luna da decenni, ed ancora servono le raccomandate? E non parlo di Ruby…..

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