Non è un mondo per vecchi: da PezzoDiCuore

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Il pc defunse.

A parte il fatto che mentre borbottavo tra me e me “uffa il wireless non funziona” Pippo mi ha chiesto “mami vuol dire che non si può collegare il modem per internet?” e lì mi sono sentita ancora più rudere di quel che effettivamente sono.

Torniamo a noi: il pc ha tirato le cuoia, ma alla clinica dei computer hanno promesso che risorgerà. In fondo la Pasqua è vicina. Ovviamente la mami non ha riflettuto che magari dentro al pc c’erano delle cose che le potevano servire a breve (tipo ad esempio dei perfidi post già pronti per il blog) ed ora si vergogna a tornare dal dottore dei computer a dire “scusi potrei scaricarmi questo e quest’altro?”.

Il punto è che per me tutto ciò che servirà a far guarire il pc è magia allo stato puro.

Infondo io lavoro da venticinque anni (e lo scrivo in lettere così non capite subito quanti tanti sono) e sono obsoleta alla stregua delle stampanti ad aghi.

Ho iniziato a lavorare in un mondo che adesso ci fa sorridere, come le previsioni sul futuro di Blade Ranner e 2001 Odissea nello spazio, c’erano le macchine da scrivere senza display e se sbagliavo, rifacevo tutto o correggevo col bianchetto. Se mi servivano due copie, usavo la carta carbone. Facevo i telex con la banda perforata ed ho sudato le proverbiali sette camicie a spiegare al mio titolare che il fax era arrivato dall’altra parte, anche se il foglio originale era rimasto di qua.

Riconosco che ho un rapporto forzato con la tecnologia; pur avendo la mente logica, tuttora non mi capacito del fatto che la voce arrivi dall’altra parte quando parlo al telefono; così come del fatto che girando la chiave, l’auto vada in moto. Figuriamoci quindi cosa posso capire del wireless.

Sto al passo coi tempi per necessità, perchè non posso fare come mia madre che si ostinava a chiedermi “ma sei in casa?” mentre parlava con la segreteria del cellulare, non capendo che il cellulare te lo puoi portare ovunque. Noi questo lusso, di far finta di non sapere che il mondo è andato avanti, non ce lo possiamo permettere.

Perciò io ho trovato un buon compromesso. L’inerzia.

Non do nulla per scontato, coltivando nel mio intimo quella sana venerazione per tutto ciò che non capisco appieno.

E sono consapevole dei miei limiti, perciò anche oggi mi sono arresa e comprendendo che da sola non ce la potevo fare a risolvere il problema, ho portato il pc dal dottore.

Io non posso risolvere il problema, perché non ho idea di quale sia il problema. O se ci sia un problema.

Io voglio solo che schiacciando tutti i tasti giusti, il pc funzioni. Come ciò accada, non mi riguarda.

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