Non è un mondo per madri che lavorano

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Ieri sera alle 7, dopo sole 11 ore di ufficio filate senza nemmeno pranzare (dovrei essere Claudia Schiffer per quanto digiuno) telefono alla dottoressa.

Mi sembra di avere tanti pezzi di scotch incollati in gola e siccome tossisco da 20 giorni, forse è il caso che mi faccia vedere.

Intanto guido per recuperare PdC, ovunque egli sia ed arrivare dalla dottoressa massimo alle 7.10.

Mi risponde solerte la segretaria “Guardi signora (si sentiva che lo diceva con la S minuscola) la dottoressa riceve solo per appuntamento. Adesso sento se la può aspettare 5 minuti”.

Ora, gioia mia, avessi chiamato per chiedere una ceretta all’inguine last minute, avresti ragione. Ed anch’io concordo che se ci ammalassimo tutti con una certa programmazione, il mondo sarebbe un luogo migliore. Tuttavia i virus sono tra le poche creature democratiche rimaste sulla faccia della terra e colpiscono chiunque inflessibili, infischiandosene degli orari.

Per fortuna la dottoressa, madre a sua volta e votata ad una professione dagli orari impossibili, mi riceve senza problemi: “Quand’è che l’ho visitata l’ultima volta? il computer dice che era il 2003 e lei aveva preso la varicella con PdC”. Ergo, se la Sanità è al collasso, io non c’entro.

“Non può rimanere a casa qualche giorno?” mi chiede. Volentieri, ma già mi devo assentare per andare in banca, in posta, a fare il tagliando ed a parlare con la maestra. Guarire dallo scotch in gola questa settimana non rientra tra le mie priorità.

D’altra parte anche la scuola è organizzata stile corsa ad ostacoli. Le famiglie possono scegliere tra le 30 ore, le 27, le 32. Ma perché non decidete voi e ci fate un orario umano tipo 8,30 – 13,00 invece di: un giorno alle 12,00 un giorno alle 16,00 due giorni alle 13,00? Mica che a casa siamo tutti ministri dell’istruzione. I centri estivi sono aperti solo fino a luglio, non vi siete accorti che è dallo scorso millennio che le aziende non chiudono più in agosto? Però ci sono i centri parrocchiali, aperti dalle 9 alle 11,30 giusto il tempo di comprare la verdura al mercato, ma solo se trovi subito parcheggio.

D’altra parte sono io che sbaglio, con questo vizio di lavorare per vivere. Ha ragione quella mamma che alla riunione scolastica, di fronte alle mie lamentele sugli orari assurdi (le insegnanti ricevono dalle 15,00 alle 17,00) mi ha chiesto: “ma tu lavori tutto il giorno? tutti i giorni?!?”.

 

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