Nessun dolore: da PezzoDiCuore

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NESSUN DOLORE. Cantava Battisti, raccontando di amori che si esauriscono perché la vita ti porta in direzioni diverse.

Si parla tanto d’amore, come se fosse qualcosa che ci capita, ineluttabile e non si possa resistergli.

Come se fosse un concetto astratto che non si nutre di vita quotidiana, ed in suo nome si infligge e ci si infigge tantissima sofferenza.

Alla fine l’amore non basta, se per amore intendiamo il trasporto momentaneo. Innamorarsi è il punto di partenza e non d’arrivo di una relazione, invece spesso pensiamo che sia sufficiente a tenere insieme per sempre.

Mi ha colpito che spesso chi si rivolge ad un consulente matrimoniale perché la coppia è in crisi, si senta chiedere cos’è che aveva unito le due persone. Ed il senso di fallimento arriva quando ti rendi conto che fatichi a trovare i punti di contatto, molto più di quanto invece ti venga istintivo elencare i motivi per allontanarsi. Che magari c’erano fin dall’inizio, messi da parte nell’errata convinzione che appunto l’amore superi tutto.

Mentre invece se non c’è un progetto comune, esaurito il fuoco d’artificio diventa tutta fatica. E la domanda è appunto se valga la pena spendere tutte le nostre energie cercando di avvicinare due mondi che si guardano da distanze siderali, o piuttosto investire la nostra energia in maniera diversa. Ma non è facile riconoscere di aver sbagliato.

Quando penso agli amori che finiscono, mi torna in mente una frase letta da ragazza in un libro di Oriana Fallaci (Penelope alla guerra) che si è impressa indelebilmente nella mia memoria, perché secondo me rappresenta al meglio l’incapacità di cambiare per paura del fallimento: “tutti coloro che hanno amato qualcuno ed ora non lo amano più, si difendono dicendo che non si trattava di vero amore. Quasi che rinnegare qualcosa di morto, sia più dignitoso che ammettere la propria sconfitta”. Facile a dirsi, meno facile da mettere in pratica.

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