Meetic: da PezzoDiCuore

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Premessa, io sono fedele e sincera per mancanza di memoria.

Nulla a che vedere con l’etica e la lealtà, ma sinceramente già sono in difficoltà a ricordarmi le cose che faccio davvero, figurarsi quelle che dovrei fare per giustificare una doppia vita.

L’altro giorno leggevo appunto di uno scrittore esordiente, dipendente della sede parigina di Meetic, il famoso sito di incontri on-line. Raccontava di una sorta di bulimia per i contatti umani, come contraltare alla vacuità delle relazioni via cavo.

La mia breve esperienza con questo mezzo diabolico, fu in realtà un mal riuscito tentativo di controspionaggio per stanare un ex, fedifrago di professione, che non pago di rendermi un’alce nella vita reale, si dilettava anche in quella virtuale.

Mi apprestai così qualche anno fa ad aprirmi un account e fatto un giro tra quelli altrui per capire come si faceva, mi si aprì un magico mondo di gente che viveva vite parallele, profili con le migliori foto selezionate da quelle della cresima in poi, o anche foto di qualcun altro, personalità perfette, professioni da invidiare, tutti belli, buoni, bravi attenti e sensibili, ovviamente incapaci di trovare un’anima gemella degna, visto che fuori dallo schermo del pc il mondo è fatto di buzzurri. D’altra parte come essere all’altezza di tali individui, che a casa erano copie mal riuscite dell’uomo di Neanderthal, mentre in rete diventavano fini poeti, consumati viaggiatori in mete esotiche ed inconsuete, come l’Islanda e lo Yemen? Individui che, ripeto, a casa hanno paura anche di portare giù l’immondizia, temendo chissà che pericoli se escono dal proprio pigiama, ma che in fase di acchiappo hanno rigurgiti di coraggio, inimmaginabili per le ignare mogli che non riescono nemmeno a farsi accompagnare al supermercato.

Che noia mortale, questa riga di incompresi senza macchia.

Alla fine ho trovato le prove di ciò che già sapevo, sono stata inondata di richieste di amicizia da un mucchio di altri “mister perfezione” nonostante il mio avatar fosse privo di foto ed avessi mentito spudoratamente su età, residenza, professione e qualsiasi cosa mi venisse in mente.

Già mi costa a volte una fatica immane essere me stessa, dove le trovo le energie per essere anche qualcun’altra?

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