L’ultimo bacio – da Pezzo di Cuore

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Vi ricordate la scena finale, quando lei corre al parco e si scambia lo sguardo complice con lo sconosciuto? Qui nella provincia padana usa invece portare a spasso il cane.

Dal mio osservatorio privilegiato, il balcone di casa, noto sempre più spesso varia umanità (spesso di natura maschile, ma non solo) che di prima mattina o in tarda serata passeggia con qualsiasi condizione atmosferica, dotata (oltre al guinzaglio) di uno o due oggetti: ombrello, se piove (facoltativo) e cellulare, con qualsiasi tempo (irrinunciabile). C’è anche la versione “cara scendo a portare l’immondizia” ma questa garantisce molta meno autonomia, e quindi è probabilmente il surrogato economico della passeggiata, a cui si ricorre per un banale sms di notifica cui non deve seguire una conversazione.

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È così che di prima mattina mentre mi godo l’alba, o alla sera le stelle, vedo transitare soggetti che ligi all’esortazione “tieni pulito il tuo quartiere” vengono a sporcare il mio. Mentre loro infatti discutono animatamente con la sventurata/o di turno “non potevo chiamarti prima, mi ha detto di aiutare i bambini a fare i compiti” oppure “scusa ma proprio stasera voleva che stendessi il bucato” i loro amati cani decidono che è arrivato il momento di alleggerirsi sul parco pubblico di fronte a casa. Ogni tanto siamo fortunati e qualcuno rimedia al danno, più spesso o non se ne accorgono o la simpatica conversazione degenera e loro devono scappare di corsa a casa perché sennò i legittimi si insospettiscono.

Sia chiaro che non ce l’ho con i cani. Non è colpa loro se c’è chi li tiene in casa come simpatici ornamenti di porcellana e quindi devono usufruire della mezz’ora d’aria ovunque si trovino. Il punto è un altro.

Quelli a casa sanno, fanno finta di non sapere ma sanno. Gli straordinari improvvisi, i colloqui di lavoro improbabili (cara, il titolare mi ha chiesto se mi fermo anche a cena) i revival con le amiche o la pizza dopo il calcetto non passano mai inosservati.

Nessuno stupore quindi, quando capita di dover cedere il guinzaglio.

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