Le streghe di Halloween
Di solito quando c’è da fare un aperitivo sotto casa, porto tutti nello stesso posto.
Il mio bar preferito non solo ha una selezione di birre artigianali di tutto rispetto e gli snacks casarecci come piacciono a me.
La principale attrazione è un tavolo di signore intorno alla sessantina, che con garbo hanno deciso di prescindere dall’anagrafe.
Innanzitutto partiamo dai capelli, di solito sono in 3, una coi capelli bianchi fosforescenti, una coi capelli viola o fucsia ed una coi capelli rossi, ma rosso rosso, bando alle sfumature mogano o tiziano.
Il look va di conseguenza, almeno altri 3 o quattro colori e nulla di neutro, è un trionfo di viola verde e turchese.
Le ammiro, sinceramente. In primo luogo perché chiunque altro sarebbe kitsch ed invece quel tavolo al bar sembra perfettamente assortito.
In secondo luogo perché guardandole, non te le immagineresti altrimenti.
E poi perché sotto questo punto di vista sono terribilmente pigra ed abitudinaria.
Mai più di 3 colori insieme (e solo se uno dei 3 è neutro). Per potermi vestire al mattino senza pensare troppo, ho l’armadio in ordine di colore, da un lato tutto il blu, dall’altro tutto il nero, dall’altro il verde. Sembra la dispensa di “A letto con il nemico”.
Spesso quando le guardo faccio il gioco che facevo con la mia ciccina quando eravamo giovani e vedevamo per strada le signore forever young immaginandoci quale saremmo diventate un giorno.
In ogni caso mi conosco bene: se le banconote in portafoglio non sono in ordine decrescente e con tutte le teste nella stessa direzione non sono contenta; gli yogurt si allineano come soldatini ogni volta che apro il frigorifero.
Perciò, priva come sono di creatività, l’unico ruolo che mi spetta è la zitella noiosa.








