La Fortuna è cieca: da PezzoDiCuore

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Sto uscendo di casa per venire al lavoro, quando alle spalle sento il giovane vicino:

“Scusi, ha un attimo?”

Prima di proseguire, un breve riassunto delle puntate precedenti.

La magione accanto alla casa delle bambole è rimasta disabitata a lungo, perché la proprietaria non trovava mai un inquilino adeguato, finché si è decisa ad affittarla al figlio di amici di famiglia, ragazzo poco più che ventenne e di bell’aspetto.

Vista la ricerca accurata, mi sono detta “sarà proprio un bravo ragazzo” ed in effetti non ha mai saltato un turno di pulizia scale, poi così perfette che ci potevi mangiare sopra ed è sempre educato e sorridente. Ma c’è un ma.

A casa non ha la televisione, ha un cinema, sembra proietti sempre in un drive in, col risultato che la tv non mi serve più, perché è come averlo in casa. Idem per playstation con gli amici e la musica sotto la doccia.

Ho pazientato, poi una sera ho suonato chiedendo pietà. “Scusi, scusi” ma poi si è ricominciato come prima. Finché di nuovo due sere fa, mentre il rumore mi impediva di sentire i miei stessi pensieri, sono scesa dal letto con la mia sottoveste blu e “Din Don – scusa ma veramente il volume è altissimo” “Scusi, scusi, non me ero reso conto”.

Ma torniamo agli inizi:

“Si certo, ciao dimmi”

“No, è che sa volevo scusarmi. Non sono uno a cui piace fare casino. Davvero non me rendo conto dall’interno, presterò più attenzione”

“Figurati, non c’è problema, lo immaginavo che dall’interno il volume non si sentiva così alto”

“Ecco, non vorrei pensasse male di me, ha un attimo che le volevo dare una cosa?”

Mentre lo seguo in casa mille domande si affollano.

Cosa vorrà darmi?

opzione 1) la pace eterna: con la sua faccia da bravo ragazzo è invece un serial killer, mi attira con la scusa di farsi perdonare, e poi mi surgela in comodo spezzatino, accanto ai pisellini primavera, per l’inverno che verrà;

opzione 2) la pace dei sensi: è rimasto folgorato dalla mia sottoveste blu e nonostante io possa comodamente essere sua madre, ora mi rovescia sulla tv che ci ha fatto incontrare zittendomi con “taci bambola e lascia fare a me”, anzi continuando a darmi del lei.

Sono lì che in pochi secondi cerco di immaginare l’epilogo, quando lui si avvicina al frigorifero e mi sorride:

“Ho pensato di farmi perdonare e le ho preparato il tiramisu. Mi scusi se l’ho disturbata mentre usciva”

Ovviamente l’ho ringraziato, ho detto che non era necessario, e tutto il repertorio adatto alla circostanza.

Ma non sapete la parte più divertente: tra 3 settimane trasloco altrove. Mannaggia, proprio adesso.

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