Junior: da PezzoDiCuore

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Avvertenza: sarò molto poco trendy ed anche meno politically correct. Lettori avvisati…

Ho sempre sostenuto che non sono per la parità dei sessi. A me piace la differenza. Di solito si parla di parità, sempre sottintendendo quei ruoli o quelle “conquiste” che hanno fatto le donne per allinearsi agli uomini.

Io invece vorrei parlare del rovescio della medaglia, ovvero gli uomini che si femminilizzano.

D’altra parte è giusto, noi per anni abbiamo sofferto della cosiddetta invidia del pene, ed è ovvio che siamo invidiose. Ovunque voi maschi arrivate più in alto di noi, spesso solo perché dotati di quella cosa che voi avete e noi no, e non è il cervello. Ci mancherebbe che non ve la invidiassimo, la preziosa appendice!

Invece sempre più spesso emerge che anche loro ci invidiano una cosa: il fatto che possiamo partorire i nostri figli.

Non parlo delle 26 ore di travaglio che mi sono fatta per espellere PdC, dubito qualcuno ci invidi questo. Ma la magia di poter dare la vita, quella sì ce l’invidiano, ed anche in questo caso, hanno ragione. Tuttavia, facciamocene una ragione, madre natura nella sua infinita saggezza ha deciso di farli sfornare a noi, e pace.

La cosa però che io proprio non sopporto sono gli uomini che parlano di maternità come se avessero partorito loro. Ne sanno più di me (e fin qui ci vuol poco, io ho improvvisato) e disquisiscono di spinte e di gravidanza, come se invece che semplici spettatori, fossero gli attori protagonisti.

Lo so che è in controtendenza con quello che pensa l’universo, ma io trovo che sia molto poco virile. Nulla in contrario al fatto che i padri collaborino, al fatto che si alzino di notte a cambiare i figli o che gli diano il biberon. Anzi, mi piace l’uomo versatile che ti sostituisce la ruota forata, ma ti sa altrettanto abilmente preparare la cena.

Infondo anch’io ho imparato a ricordarmi della revisione e del tagliando, so cos’è un tassello per attaccare qualcosa ad un muro e mi sono fatta il trasloco praticamente da sola. Ritengo ciò non tolga nulla alla mia femminilità, ma lo faccio soprattutto perché é necessario, la mia definizione di sé non ne risentirebbe affatto se ci fosse qualcun altro che se ne occupa.

Ecco perché non sopporto il maschio che parla di smagliature come se la pancia fosse sua. Anche perché parallelamente a questa confusione, più che scambio di ruoli, poi non si trova più un marito o un compagno che abbia in garage una cassetta degli attrezzi, mentre abbondano quelli che vanno a correre in calzamaglia.

L’ideale sarebbe come sempre di tutto un po’, la botte piena e la moglie ubriaca. Collaborare e non sovrapporsi. Ognuno che fa la sua parte ed all’occorrenza sa fare anche quella dell’altro. Donne con le gonne ed uomini che non devono chiedere sono come sempre un’esasperazione.

Però, se qualcuno mi monta le tende, io in cambio gli faccio una torta.

 

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