IL SOFFITTO DI CRISTALLO da Pezzo di Cuore

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Non è incredibile che dopo anni e anni di lotte per l’emancipazione tuttora abbia più risalto una ragazzetta che ha un po’ di effimero successo dimenandosi, rispetto alle centinaia di migliaia di donne che ogni giorno lavorano il doppio perché venga loro concesso che valgono la metà?

Non mi interessa fare del sessismo al contrario, in virtù del quale una donna va privilegiata solo in quanto tale, un po’ stile quote rosa. Trovo però interessante l’analisi su quale sia il vero freno. Anne Jardim ha detto un giorno che il soffitto non è di cristallo, ma è composto da un denso strato di maschi. Non è capitato anche a voi alzando gli occhi, di vederci spesso e volentieri un nutrito numero di donne?

La considerazione parte dall’aver osservato come talvolta il peggior nemico di ogni donna siano le altre donne. Il motivo non è sempre chiaro. Talvolta l’aver faticato molto per raggiungere qualsiasi obiettivo (non parlo solo del lavoro o della carriera, utilizzati più volte a sproposito per attaccare il presunto scarso attaccamento di molte donne alla famiglia, mentre spesso servono solo a pagare il mutuo e le bollette) portano molte donne a non voler mollare l’osso ed a vedere in ogni donna che sta facendo la loro stessa fatica una possibile concorrente.

continua sotto…

So che ormai è anacronistico e fa quasi tenerezza avere dei principi e pensare di poter ancora cambiare il mondo. Ma è così improbabile un mondo in cui il successo di una donna è il successo di ogni donna? In cui non servono per forza la pancia ed una carrozzina per aver assolto al proprio compito sulla terra, ed il tempo libero di ciascuna vale a prescindere dal fatto che stia correndo a casa dai figli o in palestra o dall’estetista? Invece spesso ci facciamo la guerra tra poveri. Al lavoro, perché se una ha il part time le altre devono lavorare per due, le mamme solidarizzano con le mamme e le singles con le singles, come se si trattasse di opposte fazioni.

Le scelte che facciamo (o che subiamo) nella vita andrebbero comunque rispettate. Sposarsi, lasciarsi, crescere i figli da sole, lavorare o stare a casa sono tutti rovesci della stessa medaglia. Sarebbe bello pensare ad un filo ideale che ci unisce tutte in cui c’è rispetto e supporto per chi fa il genitore e sta crescendo i cittadini di domani, ma non ci si debba vergognare se non lo si vuole fare.

È così possibile che sentendoci parte di un vero gruppo unito e solidale, sentendoci forti del reciproco supporto, riusciamo a guardare con più indulgenza anche verso chi sceglie le scorciatoie e le strade facili, e che con questo ideale salvagente, sempre a meno donne venga voglia di fare un uso improprio di se stesse e del proprio corpo.

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