Domenica é sempre domenica: da PezzoDiCuore

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Finalmente una domenica mattina senza sveglia. Sonno ristoratore per me e per Pippo, che piomba sul lettone riscuotendo un ampio credito di coccole e solletico, ridendo come un pazzo con buona pace dei vicini di casa.

Sono reduce da una cena fuori con rientro presto e lacrime versate sul divano riguardando “La prima cosa bella”. Pur senza i suoi eccessi, e con la mediazione della mia imperante razionalità, mi riconosco in questo modo viscerale di essere madre e di amare in maniera a volte eccessiva. In ogni caso, inutile farla lunga, un bel film è sempre la scusa migliore quando abbiamo bisogno di una sciacquatina agli occhi.

Le colazioni con Pippo sono sempre uno spasso, soprattutto quando siamo rilassati e senza l’orologio che incombe. Ogni tanto parte l’allarme cereali e PdC attacca la sirena finché il livello di cacao non si ripristina nel latte. Se non si parla di alta filosofia Ciccio parte con la matematica. “quanto fa 2+2?” “e 4+4?” e non si placa nemmeno a “e 9216+9216?” ed in questo mi ricorda molto me stessa alla sua età, in collegio dalle suore, obbligata in ginocchio a pregare (e doveva sembrare che pregassi davvero) mentre con espressione pia ed il velo di pizzo in testa facevo la stessa cosa, astrusi calcoli matematici, che ripetuti a bassa voce potevano tranquillamente sembrare invocazioni. Il lato positivo, oltre ovviamente ad essermi guadagnata un posto in paradiso, è che questo esercizio torna utile quando non sai come passare il tempo, ad esempio quando ti fai decine di ore d’areo come pendolare, hai già visto tutti i film , non c’è più niente da leggere e non riesci a dormire. Lo consiglio a tutti, è un ottimo diversivo per distogliersi dal pensiero del tempo che non passa più.

Come se fossimo davvero in vacanza, ci godiamo qualche ora di dolce far niente improduttivo, la mamma di sotto lava, stira ed ogni tanto seguendo l’ispirazione si siede al pc, Pippo di sopra si gode meritatamente la sua stanzetta (dove la mamma non sale, perché sa già che sembra ci sia esplosa una granata) ed ogni tanto si affaccia sulle scale chiedendo “mami, che ore sono?” e sentendo la risposta commenta allegro “quindi posso giocare ancora un po!”.

Mi si sono già fermati due orologi, lo prendo come un segnale e tra un po’ do il colpo di grazia a quelli ancora superstiti.

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