Desperate Housewives: da Pezzo di Cuore
Non capita anche a voi talvolta di desiderare giornate da 40 ore?
A dire il vero le 24 in dotazione sarebbero sufficienti ed abbondanti se non ne dedicassi almeno il 40% a procacciare il cibo per la prole e non avessi la disdicevole abitudine di dormire di notte, ogni tanto. Meno male che almeno in ufficio traggo massima soddisfazione, non fosse per la sensazione costante di essere su Scherzi a Parte nei giorni buoni o nel Truman Show in quelli più pesanti.
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Non è surreale che dedichiamo solo i ritagli di tempo alla vita vera? Intendo a CiccioPiccolo, alla TortaAlCioccolato, al tapis roulant che staziona mesto in un angolo della mia stanza, trasformato in appendiabiti o semplice oggetto di arredamento, alle passeggiate in collina conversando con un’amica o ad ascoltare la nonna che racconta dove si trovano i migliori fagioli da mettere in congelatore per l’inverno in arrivo?
Lo so devo essere realista e non si vive con le chiacchiere. Chi lo sa meglio di me, soprannominata in ufficio la “farmacista” per questo vizio incorreggibile di aspettarsi che 2+2 faccia sempre 4?
Ma se togliamo le almeno 9/10 ore dedicate al lavoro ed agli spostamenti vari, le incombenze domestiche su cui non vi tedio (essendo stata graziata dall’età che avanza e che ti fa perdere diottrie, così che anche la polvere poi può diventare più sopportabile) e gli oneri di madri e di figlie, cosa ci rimane? Già ho segnalato come sia impreciso compilare un modulo ferie al lavoro se poi usi quelle ore per andare dal dentista, dal pediatra, in assicurazione o alla riunione scolastica.
Nemmeno l’Uomo Ragno, che pure se ne intendeva di acrobazie, fa la ceretta come me alle 9 di sera e prende le decisioni importanti sotto la doccia alle 6 di mattina, perché è l’unico momento in cui non c’è nessuno che mi parla e mi posso concentrare.








