Cogli la prima mela

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A pranzo con le colleghe single.

“Ehi, hai visto quei due li?? Gli chiediamo il cv?”

“Non vale però, l’ho visto prima io!”

“E se facessimo un gruppo d’acquisto? Cosi magari raccogliamo tutto in un database…”

La sottoscritta ogni tanto vorrebbe essere innamorata, ma non è che sia poi così facile.

“A te non va mai bene nessuno” mi rimproverano.

Non è proprio così, diciamo che non riesco a trovare in un’unica persona alcuni requisiti essenziali, non tutti per carità, non sono così esigente.

“Mi basterebbe trovare qualcuno come me” replico. “Brava – mi rispondono – così rimarrai sempre sola”.

E’ di dovere una spiegazione: quando dico “qualcuno con me” non intendo che mi reputo così interessante da essere replicabile.

Ma vorrei qualcuno che avesse vissuto davvero la vita, come me, incontrando varie esperienze ed uscendone ogni volta un po’ ammaccato, ma cresciuto. Vorrei qualcuno che dividesse con me la cena ed il vino e la sigaretta sul balcone. Qualcuno che non si scocci perché ho poco tempo libero, Pdc è con me da dieci anni, un minimo di precedenza ogni tanto se la merita no?

Ognuno ha la sua personale definizione di affinità elettive ed io non aspiro solamente ai massimi sistemi. Ma a volte, andando al mare, o al cinema, o bevendo la birra con gli amici del rugby, guardo le altre coppie e mi chiedo “c’è da qualche parte qualcuno con cui io vorrei dividere queste piccole cose?”. E questo test elementare di solito abbatte drasticamente il numero dei possibili candidati.

Non pretendo qualcuno che mi ami per quello che sono. Ma qualcuno che mi ami abbastanza da aiutarmi a cambiare solo dove ne vale la pena.

Qualcuno per il quale i motivi per cui ero interessante poi non diventino esattamente le cose da cambiare. Che si tratti del colore delle unghie o del senso della vita, poi poco importa. Gli opposti si attraggono, sì, ma poi fanno fatica a restare insieme. Non è una questione di status sociale o di educazione e basta. Di scuola non ne ho frequentata molta, ma potrei cancellarti dalla rubrica se mi mandi sms con errori ortografici.

E prima o poi diventa difficile stabilire il confine tra la tenerezza ed il fastidio che finiscono col suscitarci le mancanze altrui che non sappiamo sopportare.

Io resto comunque dell’idea che non serve cercare per trovare.

Ad esempio non è escluso che abbia esaurito le mie chances per questa vita e possa confidare solo nella reincarnazione, o che magari il padreterno si sia distratto e la mia metà della mela se la sia dimenticata.

Noi comunque proseguiamo con le statistiche. Nello stilare la lista dei desideri bisogna essere precise ed accurate. Una delle compagne di pranzo sentenziava “io vorrei che fosse socievole e simpatico”. Le ho consigliato di specificare meglio.

Anch’io ne ho trovati di socievoli, e fin troppo simpatici,  ma con le altre.

Discussion1 commento

  1. Emilia Garofalo

    Già , parole sante , con l’età che avanza mi rendo conto sempre di più di stare meglio sola con me stessa ….lascio ansie e patemi d’animo agli altri , sono felice di crogiolarmi nella mia splendida “solitudine” 🙂

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