Natura Donna - Bellezza e benessere naturalmente » PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com Bellezza e benessere naturalmente Fri, 17 May 2013 22:06:46 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.4.1 Girls & The City 3 http://www.naturadonna.com/girls-the-city-3/ http://www.naturadonna.com/girls-the-city-3/#comments Thu, 01 Mar 2012 04:44:33 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18813 Che tre amiche dotate di prole riescano a ritagliarsi una serata da sole, è altrettanto probabile del calo del prezzo della benzina, ma a volte capita.

Nello slalom tra otiti, 38 di febbre, riunioni al lavoro e lavatrici piene di fango, finalmente una serata senza marmocchi al seguito.

Le Girls ci sono, la City un po’ meno, visto che alle 9 di sera non c’è anima viva in giro e succede che, invece di incontrare Mr Big mentre sorseggi languida un Cosmopolitan, ti spengono le luci perché c’è la partita in tv e magari si può chiudere un po’ prima. Ma non importa.

L’importante è un buon bicchiere di rosso, davanti al quale parlare di tutto e di niente.

Dei mariti (chi ce li ha) e dei compagni di viaggio per chi è da sola.

Dei figli che nascono e dei figli che crescono.

Si può essere d’accordo su tutto o non trovarsi d’accordo su niente.

Quello che mi piace della “sorellanza” tra donne è che – anche se rare – ci sono persone con cui si riesce a non restare solo in superficie e raccontare e raccontarsi oltre la banale apparenza.

Così come le donne sanno essere feroci l’una con l’altra come nessuno mai, altrettanto sanno stringersi l’una all’altra nel momento del bisogno, sia un pannolino da cambiare, o una decisione di vita o di morte da condividere.

In questa settimana ricca di amiche è capitato di addormentarsi sul divano ascoltando l’ennesima litania sul fidanzato che non si sa come lasciare, ma di essere perdonata “sei cotta, dai vado a casa, ti scrivo domani” senza che questo abbia intaccato minimamente l’equilibro esistente.

E’ capitato di passare il venerdì sera in ospedale con un’altra signorina e l’amica che sta “resistendo” per aspettare ancora un po’ a scodellare il suo Piezz’e Core; di cercare di non ridere troppo forte prendendosi in giro, di raccontare di altre nascite, mentre la sottoscritta raccontava che “si, ho sempre detto che il parto è cosa da donne e gli uomini non devono assistere, che si impressionano” salvo poi essere accontentata anche troppo, che non si è visto nessuno allora come nei dieci anni a venire.

Di aver bisogno anche delle amiche più preziose, non solo quelle con cui si può parlare, ma quelle con cui puoi restare anche in silenzio, ma capirti comunque.

pezzo di cuore r Girls & The City 3

 

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Il Danno: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/il-danno-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/il-danno-da-pezzodicuore/#comments Thu, 23 Feb 2012 03:45:01 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18692 Quando ho letto il romanzo di Josephine Hart la prima volta, non ci ho pensato subito. Forse perché ero ancora davvero giovane e possedevo ancora quella famosa “verginità sentimentale” di cui parlavamo poco tempo fa.

Non molto tempo dopo ho visto il film e già allora, ho sottolineato mentalmente nel mio libro passaggi diversi da quelli evidenziati la prima volta. Non solo perché ero distratta da Jeremy Irons, sia inteso, ma perché il fiume aveva cominciato a scorrere, e come sanno quelli che hanno studiato più di me, il suo corso è inarrestabile.

Allora mi si è impressa nella mente la pagina 36:

“Tutte le persone danneggiate sono pericolose. E’ la sopravvivenza che le rende tali”

“Perché?”

“Perché non hanno pietà. Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro”.

Non importa che danno hai subito, fa senz’altro differenza l’entità e chi ti ha inflitto il danno.

A volte te lo aspetti, altre lo sai già, spesso arriva da chi non poteva che proteggerti.

Ma c’è un momento preciso, in cui si arriva a capire che nessuno può più farci davvero male, perché si è corazzati.

Non è detto necessariamente che sia meglio così, anzi spesso questi sentimenti coincidono con un senso di disillusione che toglie un po’ di magia e di stupore ai nostri risvegli mattutini. Può essere un prezzo equo da pagare, in cambio di meno sofferenza, oppure può essere un prezzo troppo alto, queste sono scelte soggettive. Anche non-scelte.

Può voler dire che non sei più adatto a stare con nessuno, oppure che puoi stare con chiunque, ovvero il rovescio della stessa medaglia.

Questo è uno di quei casi in cui il cerchio può non quadrarsi mai. Oppure in cui la domanda a volte conta più della risposta.

pezzo di cuore b Il Danno: da PezzoDiCuore

 

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Junior: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/junior-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/junior-da-pezzodicuore/#comments Sun, 19 Feb 2012 04:06:55 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18555 Avvertenza: sarò molto poco trendy ed anche meno politically correct. Lettori avvisati…

Ho sempre sostenuto che non sono per la parità dei sessi. A me piace la differenza. Di solito si parla di parità, sempre sottintendendo quei ruoli o quelle “conquiste” che hanno fatto le donne per allinearsi agli uomini.

Io invece vorrei parlare del rovescio della medaglia, ovvero gli uomini che si femminilizzano.

D’altra parte è giusto, noi per anni abbiamo sofferto della cosiddetta invidia del pene, ed è ovvio che siamo invidiose. Ovunque voi maschi arrivate più in alto di noi, spesso solo perché dotati di quella cosa che voi avete e noi no, e non è il cervello. Ci mancherebbe che non ve la invidiassimo, la preziosa appendice!

Invece sempre più spesso emerge che anche loro ci invidiano una cosa: il fatto che possiamo partorire i nostri figli.

Non parlo delle 26 ore di travaglio che mi sono fatta per espellere PdC, dubito qualcuno ci invidi questo. Ma la magia di poter dare la vita, quella sì ce l’invidiano, ed anche in questo caso, hanno ragione. Tuttavia, facciamocene una ragione, madre natura nella sua infinita saggezza ha deciso di farli sfornare a noi, e pace.

La cosa però che io proprio non sopporto sono gli uomini che parlano di maternità come se avessero partorito loro. Ne sanno più di me (e fin qui ci vuol poco, io ho improvvisato) e disquisiscono di spinte e di gravidanza, come se invece che semplici spettatori, fossero gli attori protagonisti.

Lo so che è in controtendenza con quello che pensa l’universo, ma io trovo che sia molto poco virile. Nulla in contrario al fatto che i padri collaborino, al fatto che si alzino di notte a cambiare i figli o che gli diano il biberon. Anzi, mi piace l’uomo versatile che ti sostituisce la ruota forata, ma ti sa altrettanto abilmente preparare la cena.

Infondo anch’io ho imparato a ricordarmi della revisione e del tagliando, so cos’è un tassello per attaccare qualcosa ad un muro e mi sono fatta il trasloco praticamente da sola. Ritengo ciò non tolga nulla alla mia femminilità, ma lo faccio soprattutto perché é necessario, la mia definizione di sé non ne risentirebbe affatto se ci fosse qualcun altro che se ne occupa.

Ecco perché non sopporto il maschio che parla di smagliature come se la pancia fosse sua. Anche perché parallelamente a questa confusione, più che scambio di ruoli, poi non si trova più un marito o un compagno che abbia in garage una cassetta degli attrezzi, mentre abbondano quelli che vanno a correre in calzamaglia.

L’ideale sarebbe come sempre di tutto un po’, la botte piena e la moglie ubriaca. Collaborare e non sovrapporsi. Ognuno che fa la sua parte ed all’occorrenza sa fare anche quella dell’altro. Donne con le gonne ed uomini che non devono chiedere sono come sempre un’esasperazione.

Però, se qualcuno mi monta le tende, io in cambio gli faccio una torta.

pezzo di cuore p Junior: da PezzoDiCuore

 

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Bye Bye Love: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/bye-bye-love-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/bye-bye-love-da-pezzodicuore/#comments Thu, 16 Feb 2012 04:49:32 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18552 Dove eravamo rimaste?

Ah, si, all’abitudine tipicamente femminile di credere che le persone cambino del tutto. Sia noi, che loro, i maschi.

In realtà è doveroso precisare che spesso si tratta di concorso di colpa, come nei tamponamenti. La principale responsabilità del maschio, in questo equivoco, è di essere un grande semplificatore e di non aver molta voglia di approfondire (sia chiaro, è una caratteristica che spesso invidio, magari riuscissi anch’io a spegnere il cervello ogni tanto!).

Il grande equivoco è che spesso noi donne ci costruiamo un’immagine di quella che è la donna ideale di ogni uomo. Avendo noi per prime il delirio di onnipotenza, è nostra innata convinzione che noi – ovviamente – siamo migliori delle altre, non rompiamo le palle, non chiediamo nulla, insomma siamo la sua oasi felice.

E’ chiaro che l’oasi felice non esiste e, sinceramente, è anche un po’ svilente essere desiderate solo in quanto vacanza dalla vita normale.

Il grande semplificatore invece, spesso cerca proprio quello.

Non parlo ovviamente delle storie adolescenziali o dei primi amori. Ma noi quarantenni (chi più, chi meno) tendenzialmente ci confrontiamo coi nostri pari, ovvero uomini che di solito hanno alle spalle convivenze, matrimoni, figli e che quando si rimettono sul mercato hanno ben chiara una cosa: per rompere hanno già la ex, tu sei vuoi essere originale ti devi distinguere.

Io invece rivendico il mio diritto di avere compreso nel pacchetto anche il diritto di rompere e soprattutto di non essere alternativa a. Anch’io se mi sono lasciata alle spalle una relazione è perchè evidentemente avevo bisogno d’altro, compreso qualcuno che mi rompesse le palle in maniera diversa da prima.

Il semplificatore (ribadisco, genuina invidia) di solito invece vorrebbe che la nuova compagna fosse il suo abbonamento all’ottovolante, ovvero qualcuno che lo distoglie dalle rogne quotidiane. Se se la sceglie tanto più giovane, prima o poi anche lei gli chiederà di vivere una relazione ufficiale, di riprodursi e tutti quei fastidi che lui credeva di aver assolto e risolto con la prima moglie/compagna. Se se la sceglie coetanea ed altrettanto zavorrata di relazioni precedenti e relativi amati frutti (leggi: figli) è probabile che abbia i suoi stessi bisogni.

Qual’è spesso il problema di molte coetanee? Che all’inizio del rapporto gli (ci) si racconta che “no, non voglio figli, sto bene così, ho la mia vita da single, la mia carriera, i miei amici” poi (com’è giusto che sia) gli orologi biologici iniziano a ticchettare, complice anche un bombardamento mediatico che fa credere talvolta che un figlio sia un accessorio fondamentale, o la realizzazione di un sogno, mentre spesso i figli, sono destabilizzanti e non solo perché non dormi più, ma anche perché significa metterti al servizio di qualcun altro 24 ore su 24, e più tardi lo fai, più tempo hai passato a dedicare quelle 24 ore a te, e trascurarti spesso non è facile.

Da parte sua il semplificatore, crede senza indugi alla prima versione, pur sapendo che non è vera ed ai primi segnali di richieste di qualcosa di più poi si allontana. In cerca di un’altra mistificatrice.

Ovviamente io non ho la soluzione, ed anzi la mia vita dimostra come sia la persona meno indicata a dare consigli, salvo per il dettaglio che, avendo commesso un numero considerevole di errori, se non altro in questo – come esperta – non mi batte nessuno.

pezzo di cuore y Bye Bye Love: da PezzoDiCuore

 

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Je t’aime, moi non plus http://www.naturadonna.com/je-taime-moi-non-plus-pezzo-di-cuore/ http://www.naturadonna.com/je-taime-moi-non-plus-pezzo-di-cuore/#comments Sun, 12 Feb 2012 00:35:06 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18496 Poiché meritano una categoria a parte, nell’elenco degli ex mancavano quelli che non ci amano più.

Ne parlavo ieri con una delle mie amiche bionde, mentre tra un pelo e l’altro constatavamo come sempre più spesso ci capiti di raccogliere le confidenze di innamorati delusi, che non se ne fanno una ragione.

La cosa sorprendente è che la categoria è composta soprattutto da maschi.

Ho un amico che regolarmente inizia delle storie che poi, altrettanto regolarmente, vanno a finire male.

Lui non se ne capacita, convinto di essere vittima di un destino ingrato e non riesce mai ad accettare un’altra fine: “io non ho fatto niente di male, perché mi ha lasciato?”.

Non è necessario sconfinare nella cronaca nera (anche se poi l’evoluzione negativa di questo pensiero è spesso “se non sei mia, non sarai di nessuno”) anche perché i miei amici di solito si limitano a soffrire come cani, senza sfogare questo dolore sul presunto oggetto d’amore.

Tuttavia è interessante soffermarsi sul perché ci si convinca che se si ama e non si commette nessun errore evidente, allora si deve essere ricambiati. E’ così difficile accettare che una persona non ci ami più (o si renda conto di non averci mai amati davvero)?

La sottoscritta è molto quadrata e logica e crede nella necessità che ognuno di noi sia libero (sempre ovviamente col corollario che la nostra libertà finisce, dove inizia quella degli altri).

Che ci si innamora e ci si disamora ed è perfettamente normale e legittimo. Invece spesso, convinti che sia più facile accettare che la causa siano eventi esterni, ci si inventano problemi che non ci sono o cause contingenti per rendere meno amaro il boccone da mandar giù. O si tradisce, pensando che così, per ovvia deduzione, l’altro capisca che il sentimento è finito.

Mentre infondo, quali che siano gli eventi scatenanti, la risposta a qualsiasi domanda è sempre la stessa:

- perché?

- perché non ti amo più.

Questa è la risposta alle fughe, ai tradimenti, agli abbandoni, alle menzogne. Poi ci sono i dettagli, magari non è vero che non ti amo più, forse solo non ti amo abbastanza, o non ne ho le forze ora, o non ne sono più capace, perché la mia vita ha preso una direzione che io stesso/a non avevo previsto. Ma la sintesi è sempre la stessa.

Nel caso del mio amico, in realtà nemmeno lui le ama, ma ripete sempre lo stesso schema scegliendo donne con le quali inevitabilmente andrà a finire così. Anche noi donne commettiamo lo stesso errore, di iniziare con un presupposto sbagliato convinte che poi riusciremo a raddrizzare la rotta.

Ma questa è un’altra storia, che svilupperemo nella prossima puntata.

pezzo di cuore lb Je taime, moi non plus

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Sliding Doors: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/sliding-doors-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/sliding-doors-da-pezzodicuore/#comments Sun, 29 Jan 2012 03:50:13 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18151 Arriva prima o poi il momento in cui si perde la “verginità” sentimentale.

La linea di confine tra PRIMA e DOPO è di solito delimitata da esperienze vissute o anche dalla serena consapevolezza che un’altra opportunità non è garantita da contratto e che arriva il giorno in cui “è già troppo tardi”.

Spesso la differenza tra PRIMA e DOPO è banale, talvolta sostanziale.

PRIMA è quando (per praticità declinerò tutto al femminile, ma se si necessita di politically correct posso tradurre tutto al maschile):

- lui è la tua priorità, fai la ceretta mentre lui fa lo spritz con gli amici, pacchi la tua migliore amica perché lei capirà, mentre lui non deve mai essere deluso;

- il soggetto delle tue frasi è NOI ed i tuoi progetti si coniugano alla prima persona plurale;

- lo coinvolgi nelle tue attività e lo introduci nel tuo gruppo di amici, ritieni che tutto va diviso e che infondo è bello stare sempre insieme;

- pur cercando di non adesivarti troppo, tuttavia non muovi un passo senza prima aver capito esattamente se e cosa vuole lui (che sia una cena, le vacanze, l’ora della palestra);

- ogni sms di cui non si capisce la provenienza diventa una potenziale minaccia; cosa vuole quella sgualdrina della sua ex? e perché lui ha conservato proprio quel messaggio?

DOPO è quando:

- vedi come una benedizione che abbiano inventato il calcetto, e non ti interessa se invece di essere in campo in 22 sono solo in 2;

- lui fa tardi al lavoro, salta la vostra cena, e tu finalmente ti puoi smaltare le unghie con la nuova vernis de Chanel;

- il cellulare suona ed invece di rischiare un frontale per rispondere (come avresti fatto PRIMA) lo lasci squillare beato e può essere che ti dimentichi anche di richiamare;

- nel fare la spesa ti passa di mente che i suoi biscotti preferiti sono finiti;

- l’idea di trovare l’sms di una ex (o di individua equivalente che miri a fare di te una ex) ti turba meno del fatto che l’estetista ti abbia fatto le sopracciglia non esattamente simmetriche.

Lo so, lo so, mi obietterete che l’ideale è la giusta via di mezzo tra il completo annullamento di sè ed il disincanto più totale. Probabilmente avete ragione voi.

Io, che non ho mezze misure e mi sono convinta che o si ama troppo o non si ama per nulla, penso invece che innamorarsi sia la capacità di credere che l’altro è disposto a mettersi in gioco tanto quanto noi. Il punto è: noi lo siamo ancora?

pezzo di cuore db21 Sliding Doors: da PezzoDiCuore

 

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Non è un mondo per madri che lavorano http://www.naturadonna.com/non-e-un-mondo-per-madri-che-lavorano-pezzo-di-cuor/ http://www.naturadonna.com/non-e-un-mondo-per-madri-che-lavorano-pezzo-di-cuor/#comments Thu, 26 Jan 2012 03:29:35 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=18142 Ieri sera alle 7, dopo sole 11 ore di ufficio filate senza nemmeno pranzare (dovrei essere Claudia Schiffer per quanto digiuno) telefono alla dottoressa.

Mi sembra di avere tanti pezzi di scotch incollati in gola e siccome tossisco da 20 giorni, forse è il caso che mi faccia vedere.

Intanto guido per recuperare PdC, ovunque egli sia ed arrivare dalla dottoressa massimo alle 7.10.

Mi risponde solerte la segretaria “Guardi signora (si sentiva che lo diceva con la S minuscola) la dottoressa riceve solo per appuntamento. Adesso sento se la può aspettare 5 minuti”.

Ora, gioia mia, avessi chiamato per chiedere una ceretta all’inguine last minute, avresti ragione. Ed anch’io concordo che se ci ammalassimo tutti con una certa programmazione, il mondo sarebbe un luogo migliore. Tuttavia i virus sono tra le poche creature democratiche rimaste sulla faccia della terra e colpiscono chiunque inflessibili, infischiandosene degli orari.

Per fortuna la dottoressa, madre a sua volta e votata ad una professione dagli orari impossibili, mi riceve senza problemi: “Quand’è che l’ho visitata l’ultima volta? il computer dice che era il 2003 e lei aveva preso la varicella con PdC”. Ergo, se la Sanità è al collasso, io non c’entro.

“Non può rimanere a casa qualche giorno?” mi chiede. Volentieri, ma già mi devo assentare per andare in banca, in posta, a fare il tagliando ed a parlare con la maestra. Guarire dallo scotch in gola questa settimana non rientra tra le mie priorità.

D’altra parte anche la scuola è organizzata stile corsa ad ostacoli. Le famiglie possono scegliere tra le 30 ore, le 27, le 32. Ma perché non decidete voi e ci fate un orario umano tipo 8,30 – 13,00 invece di: un giorno alle 12,00 un giorno alle 16,00 due giorni alle 13,00? Mica che a casa siamo tutti ministri dell’istruzione. I centri estivi sono aperti solo fino a luglio, non vi siete accorti che è dallo scorso millennio che le aziende non chiudono più in agosto? Però ci sono i centri parrocchiali, aperti dalle 9 alle 11,30 giusto il tempo di comprare la verdura al mercato, ma solo se trovi subito parcheggio.

D’altra parte sono io che sbaglio, con questo vizio di lavorare per vivere. Ha ragione quella mamma che alla riunione scolastica, di fronte alle mie lamentele sugli orari assurdi (le insegnanti ricevono dalle 15,00 alle 17,00) mi ha chiesto: “ma tu lavori tutto il giorno? tutti i giorni?!?”.

 

pezzo di cuore r Non è un mondo per madri che lavorano

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Le vite degli altri: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/le-vite-degli-altri-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/le-vite-degli-altri-da-pezzodicuore/#comments Sun, 22 Jan 2012 03:12:06 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17951 Ricordo che da bambina, mi piaceva immaginare le vite degli altri.

Osservavo le case cercando di coglierne le abitudini, immaginando che ci abitasse una nonna, per la cura del giardino, o una famiglia, per i giochi ammucchiati in cortile.

Mi capita ancora ogni tanto, quando mi concedo il lusso di una passeggiata da sola, senza l’obbligo di conversare con alcuno e posso liberarmi dai pensieri e fantasticare.

Mi colpisce oggi, che tutti abbiamo la presunzione di stabilire cosa sia per gli altri una vita appagante.

Sento e leggo spesso giudizi di una violenza verbale inaudita, sulla presunta inutilità delle vite degli altri, accusati di invidie che non provano verso le nostre vite così apparentemente intense.

Mi è capitato di leggere su facebook dei commenti rivolti verso qualcuno, colpevole di avere una vita insignificante e frustrata e mi sono chiesta come si possa stabilire cosa vuol dire essere felici.

L’unica spiegazione che mi do, in questi casi, è che tanta aggressività sia solo un modo per assolversi per la propria infelicità.

Che c’è di male se in alcuni momenti della propria vita (o anche tutti) l’idea di andare in vacanza fa venire l’ansia? Se il massimo dei desideri per Capodanno è passare la serata sul divano con un buon libro ed un bicchiere di rosso?

Se ci sono dei giorni in cui al ritorno dal lavoro il massimo delle aspirazioni è fare i gnocchi per Pippo e non l’happy hour?

Sarà l’età che mi rende sempre più misantropa ed allergica ai rapporti inutili. E che mi fa sorridere di fronte a quelli che chiamano “amico” chiunque abbiano visto per più di due volte e credono che “vita sociale” significhi stare con persone, con cui altrimenti non spartiresti nemmeno il posto sull’autobus.

 

pezzo di cuore b Le vite degli altri: da PezzoDiCuore

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In amor vince chi fugge http://www.naturadonna.com/in-amor-vince-chi-fugge-pezzo-di-cuor/ http://www.naturadonna.com/in-amor-vince-chi-fugge-pezzo-di-cuor/#comments Sun, 15 Jan 2012 03:16:16 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17815 Volendo, anche chi strilla più forte.

Dove eravamo rimasti? Ah, si agli ex.

Partendo dagli inevitabili, cioè i padri (o madri dei nostri figli) sorge spontanea una considerazione: perché tutti aspirano alla separazione amichevole? Se due persone si sono separate, è evidente che non andavano d’accordo, altrimenti sarebbero rimaste insieme. Ergo, la pretesa di andare d’accordo dopo è un voto alla continua frustrazione, soprattutto coi figli di mezzo.

D’altra parte è logico ed umano che vada così. Non esistono le separazioni consensuali (se non dal punto di vista burocratico). C’è sempre uno dei due che non vorrebbe e se davvero si riesce a lasciarsi senza dolore, beh, è mia opinione personale che nemmeno il fuoco dell’amore ardeva fino a bruciare.

E’ difficile da entrambe le parti, perché genitori lo si è per sempre.

Se sei quello che lascia, l’idea di rimanere tuo malgrado legato a qualcuno con cui non vuoi più stare è pesante.

E se sei quello che viene lasciato, la disillusione è quotidiana.

Inoltre siamo esseri umani (parlo della maggior parte di noi, umani e fallibili, non di quel tot di gente che tutti conosciamo che ha sempre ragione, fa sempre la cosa giusta, non sbaglia mai ed è sempre armata di migliori intenzioni). Ed il punto di vista fa una notevole differenza.

Ad esempio i padri. Ovviamente, se il padre è il tuo ex, è sempre assente. Troppo preso dalla sua ritrovata adolescenza con annesse giovani fidanzate, stanziali o che cambiano, con la frequenza con cui alcuni nemmeno si cambiano le mutande. La lei di turno poi, è sempre oggetto di epiteti che qui sostituiremo coi bip, per la nota proprietà transistiva, in virtù della quale, se una donna ad esempio viene tradita non se la prende con lui (che pure aveva promesso “in salute e in malattia etc etc”) ma con lei che nulla aveva firmato, se vogliamo essere onesti.

Se invece il padre è il nostro compagno in carica, ecco che improvvisamente la sua ex è una scassac… piena di pretese, e lui non sa dirle di no, mai e noi subiamo sempre. Ma è mai possibile che sta donna non sia nemmeno capace di fare la spesa da sola? Ma non avevate diviso i weekend? E perché a noi non toccano mai i ponti? Ma siamo sicuri che se l’è proprio incartata, questa qui?

Ovviamente la verità molte volte sta in mezzo, nel senso che hanno tutti un po’ di ragione. O anche che i vari lui sono un po’ Dottor Jeckill e Mr Hyde e si barcamenano tra sensi di colpa e quella prigrizia mentale di cui abbiamo già parlato, per cui “fatte tutte tutto quello che volete, basta che non mi rompete troppo”.

E’ un cerchio che non si quadra.

Persino io, che faccio da madre e padre insieme, a volte fatico a trovare un punto d’incontro con me stessa.

pezzo di cuore p In amor vince chi fugge

 

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Ti lascio ma non ti mollo http://www.naturadonna.com/ti-lascio-ma-non-ti-mollo-pezzo-di-cuor/ http://www.naturadonna.com/ti-lascio-ma-non-ti-mollo-pezzo-di-cuor/#comments Sun, 08 Jan 2012 04:04:16 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17638 Gli ex si dividono in 3 categorie:

1) Gli inevitabili, e qui non ci pronunciamo, si autodefiniscono (per intenderci, quelli con cui decidiamo, o ci capita, di riprodurci).

2) Gli Arruolati nella Legione Straniera, sono quelli che spariscono dalla circolazione e, che emigrino in Brasile o siano dietro l’angolo, fanno di tutto per cancellare ogni traccia della nostra presenza dalla loro vita, alcuni se potessero anche dalla faccia della terra; la distanza siderale che pongono tra noi e loro ci da la misura – probabilmente – anche della sofferenza provata a stare insieme a noi o a lasciarci; perciò, in alcuni, selezionati casi, massimo rispetto.

3) Quelli che non riescono a lasciarti perdere, che a loro volta si suddividono in altre sotto-categorie:

a – i disarmanti “ho pensato di sentire come stavi perché non sapevo chi chiamare”; e non ti sei chiesto perché, ovviamente;

b – i sadici, consci di quanto hai sofferto a stare prima con e poi senza di loro, hanno quel sesto senso per farsi vivi proprio quando tu sei più vulnerabile, e sanno sempre scegliere la corda da toccare, ovviamente quella che ti fa più male;

c – i seriali, quelli che fin dall’inizio “io intrattengo ottimi rapporti con tutte le mie ex”, che forse è il motivo per cui invece i rapporti con quelle in carica sono pessimi;

d – gli annoiati, io li capisco, in tv non fanno niente, e probabilmente se spesso il parco maschi per noi è poco interessante anche il loro parco femmine non deve essere granché popolato;

e – gli uomini oggetto, e qui non serve che vi spieghi nulla, anche se la variante che preferisco è “cara, chiamami quando vuoi, per te ci sono sempre”;

f – quelli che non gli è passata ma sanno che non ce n’è “scusa se ieri ti ho mandato un sms per sbaglio, era per mia sorella che il suo numero è sotto il tuo nella rubrica telefonica anche se tu ti chiami Vanda e lei si chiama Iole. A proposito come stai? Cosa fai domani?”

A tutti, per il 2012 un consiglio di cuore: arruolatevi! Tranne la versione rivista del punto e). Tu no, darling, che non si sa mai.

pezzo di cuore y Ti lascio ma non ti mollo

 

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Centro di gravità permanente http://www.naturadonna.com/centro-di-gravita-permanente-pezzo-di-cuor/ http://www.naturadonna.com/centro-di-gravita-permanente-pezzo-di-cuor/#comments Thu, 05 Jan 2012 03:42:26 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17628 Capitano anche a voi quelle giornate in cui mi sembra che vada tutto storto, che tutti ce l’abbiano con me, che i jeans non entrano perché assomiglio ad un otre, il lavoro non gira, la casa è un disastro, la polvere si ammucchia, il frigorifero sembra troppo vuoto o troppo pieno?

A me capitano più spesso di quanto vorrei e solo da quando ho capito che decomprimere dallo stress è una necessità fisica (come fare la pipì) e non un’opzione da valutare, ho iniziato ad intravedere una parvenza di soluzione.

Occorre smettere di opporre resistenza. Bisogna lasciarsi andare, sentirsi miserabili fino in fondo, concedersi un po’ di indulgenza ed imprecare contro il nostro metabolismo che ci fa ingrassare senza mangiare, contro il lavoro in cui nessuno ci capisce, contro il microclima di casa che ci popola i pavimenti di tigri (altroché gatti della polvere) contro le scadenze scritte al contrario e contro il destino infausto.

Spesso sappiamo che i piccoli contrattempi quotidiani altro non sono che i nostri personali Monsieur Malaussène. Capri espiatori di ansie più grandi, che hanno a che vedere con i pensieri esistenziali che di solito ci tengono sveglie.

Che futuro avranno i nostri figli? E’ troppo tardi ormai per realizzare davvero “nel bene e nel male finché morte non ci separi”? Ok – non andremo mai in pensione – ma di che vivremo a 70 anni, quando di certo non saremo ancora in riunione coi bicchieri del Kukident davanti, anziché l’acqua ed il caffé che ci accompagnano ora?

Poi, di solito, io arrivo in fondo al nero più cupo, ed improvvisamente – come se mi fossi lavata via i pensieri di dosso – divento iperattiva e tutto si fa chiaro.

Così, dando simbolicamente sfogo alla necessità di pulizia mentale, riesco a liberarmi in un minuto di incombenze che prima pesavano come macigni.

Il frigorifero si svuota dei barattoli inutili che languivano da un po’. L’armadio torna in ordine. Infondo anche con la nostra pancetta, c’è chi ci trova sexy (incredibilmente anche chi solo per quello!). Se la crisi ci lascia a piedi, sarà la volta buona che apriremo un’osteria, scriveremo il libro che sosta nel cassetto, torneremo alle origini di figlie di emigranti e ci ingegneremo come capita.

Così – ogni tanto – per non spezzarci, impariamo a piegarci.

pezzo di cuore lb Centro di gravità permanente

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Promesse: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/promesse-da-pezzodicuore-2/ http://www.naturadonna.com/promesse-da-pezzodicuore-2/#comments Mon, 02 Jan 2012 03:27:54 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17590 Eccoci qui con davanti un anno nuovo di zecca.

Come si conviene, ho stilato anch’io la lista di buoni propositi, che di solito copio ed incollo all’ennesimo 31 dicembre per l’anno successivo. Ergo si deduce che come da copione l’elenco è ancora quasi tutto da onorare.

1) si parte con il classico dei classici: la DIETA. Se non ci sono riuscita finora, con le svariate primavere che si sono susseguite, perché dovrei riuscirci proprio nel 2012? Il mio personale fattore motivazionale sono i Maya. Resto dell’idea che avessero semplicemente finito la carta, tuttavia vorrei davvero provare l’ebbrezza di essere magra (=figa) prima di tirare le cuoia. Inoltre c’è il notevole vantaggio che: a) se avevano ragione la mia inadempienza passerà sicuramente in secondo piano; b) se avevano torto, il sollievo sarà tale che chi se ne frega più della mia dieta fallita?

2) al secondo posto le BUONE INTENZIONI. Appurato che non riesco spesso a mantenere la pace nemmeno nel mio minuscolo microcosmo, come posso sperare di contribuire alla pace nel mondo? Quindi mi pongo obiettivi meno ambiziosi e più abbordabili. Lo prometto, sarò più buona. Non attaccherò più briga con alcuno in ufficio. Non mi curerò più di nessuno, ma guarderò. E passerò. Sarò paziente, disponibile ed umile. Non vi ricorderò più la sconfinata stima che ho di me stessa e del mo QI. Oppure sì, ci devo ancora pensare, sennò cosa mi potranno più rimproverare??

3) cosa manca ancora? Ah si, saprò resistere alle tentazioni e temprerò la mia forza di volontà. Reciterò come un mantra “non mi serve uno smalto per ogni tono del Pantone” e salirò sul tapis roulant almeno 3 volte a settimana. Berrò solo acqua naturale a temperatura ambiente e finalmente mi tingerò i capelli come da più parti auspicano poco galanti amici ed impietose amiche.

Ovviamente non è colpa mia se mi tocca rinviare a domani. Oggi è domenica, il Lambrusco dalla nonna era fresco e frizzante al punto giusto. Perché sfidare la sorte rinunciando alle lenticchie portafortuna, sopra alle quali casualmente si trovava un delizioso zampone? E poi fa freddo per andare a correre proprio adesso, meglio un bel bagno caldo con le candele profumate, che magari a fare sport con il mal di schiena si peggiora la situazione.

Come sostiene la nonna di un amico, perché vivere tutta la vita da malati per morire sani? Meglio vivere da sani e poi si vedrà.

pezzo di cuore db2 Promesse: da PezzoDiCuore

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Suocere: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/suocere-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/suocere-da-pezzodicuore/#comments Thu, 15 Dec 2011 04:26:52 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17261 Ci pensavo l’altro giorno durante una riunione scolastica.

Le mamme dei maschi hanno il grande potere di rovinare i figli già da piccoli.

Se spesso la fissazione dei padri è lo sport (come se nascesse un Maradona al giorno) l’ambito in cui le madri danno il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) sono i risultati scolastici.

Le conoscete tutti, quelle che alla consegna delle pagelle, con finta modestia sorridono “eh, si, ha preso tutti dieci” sottintendendo che dieci in fondo non è un bel voto se oltre al loro pargolo, indubitabilmente geniale, hanno osato prendere dieci anche altri bambini. Ma com’è possibile che il ministero, una volta appurata la manifesta superiorità delle loro creature, non abbia eccezionalmente previsto almeno il dodici?

Le medesime che ti raccontano che il loro ragazzo già alla scuola materna leggeva Harry Potter, in inglese ovviamente. E tu, che a volte Harry Potter non lo capisci nemmeno in italiano, pur avendo superato la quarantina, ti chiedi se poi esista un Guinnes World Record per questi precoci, o se non sia più utile nella vita, saper anche dare due calci al pallone.

Ho sempre insegnato a PdC che deve fare del suo meglio. A volte il nostro meglio è 10, perché abbiamo una naturale inclinazione, a volte è 7, perché tutto sommato ce la caviamo senza infamia e senza lode, a volte è 6, perché non ci piace, non ci interessa, o non ci arriviamo (eh, sì, cari miei, non si può insegnare ai figli che ognuno ha dei punti deboli?).

Persino io, che pure ho un’elevata opinione di me stessa, devo riconoscere che ci sono dei giorni in cui il mio meglio arriva a 6menomeno. Come posso mettere in croce il Piezz’e core se anche lui ha le sue giornate no?

Mi viene in mente il figlio di una conoscente che, presagendo le ire della genitrice, in terza elementare ha falsificato un 6, trasformandolo in 8. Ed il commento del nostro amico S.: “incredibile, se io portavo a casa un 6, mia madre mi faceva una torta!”.

Glielo dobbiamo proprio insegnare ai nostri figli, che prima di pensare ad essere primi, dovrebbero imparare anche ad essere ultimi

pezzo di cuore r Suocere: da PezzoDiCuore

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L’appetito indecente: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/lappetito-indecente-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/lappetito-indecente-da-pezzodicuore/#comments Sun, 11 Dec 2011 04:31:18 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17178 Leggevo l’altro giorno l’intervista all’ennesima guru della cucina.

Vanno di moda ora le conduttrici televisive che ci deliziano con le loro ricette, e viceversa.

Alzi la mano chi di voi fanciulle a Natale non ha ricevuto almeno un libro di cucina.

Comunque non intendo propinarvi la mia personale variante della parmigiana.

Ciò che mi colpisce della maggior parte di queste donne è che pur passando il tempo a far da mangiare, parlar di mangiare, insegnar a far da mangiare poi sembra che l’unica cosa che non fanno sia mangiare.

Da amante della buona cucina ammetto che il cucinare di per sé è divertente e gratificante, ma che gusto ci sarebbe senza mangiare ciò che si produce?

Sappiamo tutti che lo schermo allarga e che effettivamente l’unico modo per non ingrassare è non mangiare. Altrettanto ci disturbano quelle che dicono di vivere di patatine e nutella senza mettere su un grammo.

Ma gli appetiti vanno soddisfatti. Ed io non ci credo che chi non mangia, non abbia fame.

pezzo di cuore b1 Lappetito indecente: da PezzoDiCuore

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Le streghe di Halloween http://www.naturadonna.com/le-streghe-di-halloween-pezzo-di-cuore/ http://www.naturadonna.com/le-streghe-di-halloween-pezzo-di-cuore/#comments Thu, 01 Dec 2011 23:15:40 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=17176 Di solito quando c’è da fare un aperitivo sotto casa, porto tutti nello stesso posto.

Il mio bar preferito non solo ha una selezione di birre artigianali di tutto rispetto e gli snacks casarecci come piacciono a me.

La principale attrazione è un tavolo di signore intorno alla sessantina, che con garbo hanno deciso di prescindere dall’anagrafe.

Innanzitutto partiamo dai capelli, di solito sono in 3, una coi capelli bianchi fosforescenti, una coi capelli viola o fucsia ed una coi capelli rossi, ma rosso rosso, bando alle sfumature mogano o tiziano.

Il look va di conseguenza, almeno altri 3 o quattro colori e nulla di neutro, è un trionfo di viola verde e turchese.

Le ammiro, sinceramente. In primo luogo perché chiunque altro sarebbe kitsch ed invece quel tavolo al bar sembra perfettamente assortito.

In secondo luogo perché guardandole, non te le immagineresti altrimenti.

E poi perché sotto questo punto di vista sono terribilmente pigra ed abitudinaria.

Mai più di 3 colori insieme (e solo se uno dei 3 è neutro). Per potermi vestire al mattino senza pensare troppo, ho l’armadio in ordine di colore, da un lato tutto il blu, dall’altro tutto il nero, dall’altro il verde. Sembra la dispensa di “A letto con il nemico”.

Spesso quando le guardo faccio il gioco che facevo con la mia ciccina quando eravamo giovani e vedevamo per strada le signore forever young immaginandoci quale saremmo diventate un giorno.

In ogni caso mi conosco bene: se le banconote in portafoglio non sono in ordine decrescente e con tutte le teste nella stessa direzione non sono contenta; gli yogurt si allineano come soldatini ogni volta che apro il frigorifero.

Perciò, priva come sono di creatività, l’unico ruolo che mi spetta è la zitella noiosa.

pezzo di cuore p1 Le streghe di Halloween

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Io non so parlar d’amore: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/io-non-so-parlar-damore-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/io-non-so-parlar-damore-da-pezzodicuore/#comments Sun, 27 Nov 2011 04:17:25 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=16970 Qualche sera fa sgranocchiavo cereali davanti ad una vecchia puntata di Sex & The City.

Una delle protagoniste, Miranda, si crucciava per la sua incapacità di dire Ti Amo, salvo poi accorgersi che non le riusciva, perché si stava imponendo di dirlo alla persona sbagliata.

Ci sono persone che lo dicono a chiunque incontrino e persone incapaci di dirlo. Persone che usano queste parole come intercalare e persone a cui viene l’orticaria al solo pensarlo.

Poi ci siamo noi nel mezzo, che l’abbiamo detto sicuri che fosse per sempre e poi abbiamo dovuto accettare che non esiste “e vissero felici e contenti”. Che almeno una volta l’abbiamo detto non sapendo intimamente se era giusto, ma era l’unica cosa da dire in quel momento.

Che ad un certo punto abbiamo paura a dirlo ed a sentirlo solo per l’incapacità di affrontare un’altra disillusione.

Che più passa il tempo e più facciamo fatica a dirlo, soprattutto quando è vero.

pezzo di cuore y1 Io non so parlar damore: da PezzoDiCuore

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Chi si ferma è perduto http://www.naturadonna.com/chi-si-ferma-e-perduto-pezzo-di-cuore/ http://www.naturadonna.com/chi-si-ferma-e-perduto-pezzo-di-cuore/#comments Thu, 24 Nov 2011 04:14:30 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=16968 Diceva Totò. Ed io mi adeguo.

E’ un periodo un po’ movimentato, e movimentato è un eufemismo.

Piccoli guai, che appena ne sistemo uno ne esce un altro.

Prima un paio di lesioni, niente di che se non fosse che per settimane mi sono avvolta nel domopack per fare la doccia per via dei punti ed ho dovuto rinunciare ai tacchi, alla ceretta ed alla palestra (che peccato, finalmente una scusa valida per non fare sport!).

Smetto di sembrare un salume imballato (è solo l’imballaggio che fa la differenza, ma assomiglio sempre ad una mortadella) ed ecco che devo fare un altro esame istologico.

Pensavo di aver smesso con le donazioni di me alla scienza e track! un bell’ascesso ad un dente. Non ricordavo tanto dolore dal parto (ed avendoci messo 27 ore ad espellere PdC, è un buon parametro).

Per giorni ho avuto le sembianze di una che aveva fatto il botulino in saldo, con una guancia che mi arrivava al sopracciglio e l’altra normale.

Vabbè, per fortuna adesso sono tornata me stessa. I prelievi dovrebbero essere finiti.

E’ che mi amo così tanto, che mi separo da me stessa un pezzetto alla volta.

pezzo di cuore db2 Chi si ferma è perduto

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Dramma della gelosia http://www.naturadonna.com/dramma-della-gelosia-pezzo-di-cuore/ http://www.naturadonna.com/dramma-della-gelosia-pezzo-di-cuore/#comments Sun, 20 Nov 2011 15:13:31 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=16966 Non vi tedierò sugli gli eccessi dell’amore inteso come possesso, che raggiunge il suo apice quando non si può avere chi si desidera ed allora si decide che non sarà di nessun altro.

La gelosia e l’incapacità di ricambiare i nostri sentimenti sono reazioni soggettive ed individuali e se non sconfinano nella persecuzione, sono tutto sommato reazioni umane.

Non vi ricorderò che comunque ho titolo come pochi per disquisire del tema, essendo stata lasciata, portata a lasciare, tradita, protagonista a mia insaputa di rapporti quasi bigami e chi più ne ha, più ne metta.

L’altro giorno però conversavo con il mio famoso amico J. Che tante polemiche ha sollevato con la sua personale visione dell’universo femminile.

Lo spunto era il seguente gossip:

io: “sai che secondo me il mio dottor X (e qui non vi metto la specializzazione per rispetto della privacy) se la fa con la dottoressa Y”

J: “nulla di strano”

io: “no infatti, purtroppo è la norma, ma non capisco che ci trovi nella dottoressa Y che è anche peggio di sua moglie, se è possibile”

J: “a me sembra ovvio, hai detto tradisce; se era meglio della moglie, la lasciava, la moglie e si metteva con Y”

Amo la capacità di semplificare del maschio. Volevo obiettare che a volte anche quelle (quelli) per cui ti lasciano non è detto siano meglio di te. Ammesso si possa solo parlare di meglio e di peggio.

Infondo la paura dell’abbandono da parte del partner è una delle più frequenti. Io però non credo alla gelosia preventiva.

Il mondo è pieno di donne più belle, più giovani, più bionde di me. E’ una legge di natura ed è una battaglia persa in partenza.

Io non sono gelosa, né prima né dopo aver scoperto il misfatto.

Semplicemente se ti becco, ti ammazzo.Vedi tu.

pezzo di cuore lb Dramma della gelosia

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W la maestra: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/w-la-maestra-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/w-la-maestra-da-pezzodicuore/#comments Thu, 17 Nov 2011 04:31:39 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=16923 Sono sempre contenta quando PdC torna da scuola e posso apprezzare che le sue maestre oltre ad insegnare, anche educano.

In particolare Ciccio ama molto storia scienze e geografia e vedere come applica tutto ciò che impara alla sua vita quotidiana è affascinante.

Ho così scoperto che alcuni dei temi che la maestra ha chiesto ai ragazzi di sviluppare sono i problemi alimentari, le dinamiche sociali dell’immigrazione ed anche alcuni aspetti della vita economica.

Pippo ed io abbiamo quindi iniziato ad approfondire le sue nuove nozioni sul settore primario, secondario e terziario portando ad esempio il lavoro della mamma.

Abbiamo parlato di bulimia, anoressia e di cibo come rifugio.

Della diversità tra le persone e di come si possa aiutare chi è in difficoltà (qualsiasi tipo di difficoltà) standogli vicino senza però limitarsi ad avere pena, ma dando un contributo concreto.

Abbiamo discusso dell’immigrazione, dell’integrazione e dell’opportunità di aiutare chi si sposta permettendogli di restare a casa propria anziché attraversare l’oceano. Abbiamo ricordato i tempi diversi quando anche i nonni di PdC dovettero emigrare perché i poveri eravamo noi e di come sia cambiato il mondo.

Di questo sistema economico impazzito che prima o poi imploderà, visto che stiamo consumando tempo denaro risorse ambientali per produrre beni di cui nessuno ha bisogno ed intasare discariche e magazzini.

Ecco perché, nonostante la distanza siderale che separa le ministre dalla realtà quotidiana dei nostri ragazzi, non posso che essere ammirata quando incontro insegnanti (più di quanti si creda) che ancora si mettono in gioco ed anziché mirare ad una scuola basata solo sulla performance, coltivano il terreno più fertile: la coscienza dei nostri figli.

pezzo di cuore b W la maestra: da PezzoDiCuore

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Non ti muovere: da PezzoDiCuore http://www.naturadonna.com/non-ti-muovere-da-pezzodicuore/ http://www.naturadonna.com/non-ti-muovere-da-pezzodicuore/#comments Sun, 13 Nov 2011 03:27:31 +0000 Francesca http://www.naturadonna.com/?p=16917 Ogni tanto capitano.

Quei momenti perfetti in cui (a prescindere dal mondo che ruota intorno) sembra di essere nel posto giusto al momento giusto e di star vivendo davvero la vita che volevi.

Quando ti guardi attorno e la tua casa è quella che hai sempre desiderato e l’unico posto in cui vorresti stare.

Quando non hai particolari rimpianti e non hai particolari rimorsi perché quello che è successo, non poteva essere altrimenti.

Ed anche se volevi tre figli, uno infondo ti sembra il numero adatto. E ricordi l’indovino sul lungomare di Hong Kong che ti aveva predetto “avrai 3 figli, ma non sarà facile e non sarà un percorso lineare” e ti vengono in mente i figli degli altri che hai cresciuto e lasciato andare, i nipoti ed i figli degli amici, e ti rendi conto che ci sono infiniti modi di essere madre, che dell’anagrafe se ne fregano.

Quando pensi che sì, il lavoro è spesso uno stress, ed anche se vorresti andare in pensione dopo tanti anni di fatica, però sei anche fortunata perché ce l’hai, un lavoro di cui lamentarti, che c’è chi farebbe la firma al posto tuo. E poi c’è tempo, per ritirarsi al mare a coltivare i pomodori ed a scrivere.

Quando conti i tuoi amici, quelli veri e quelli di passaggio – ché non si può pretendere sempre il massimo da tutti – e ti senti fortunata e ricca.

Quando non confronti la tua vita con quella di nessuno ed il tuo prato ti sembra quello più verde.

In quei momenti mi siedo (non accendo più la sigaretta, da qualche mese, brava no? finchè dura) mi godo il silenzio interiore, ovunque io sia, e mi riempio il cuore.

pezzo di cuore r Non ti muovere: da PezzoDiCuore

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