Bye Bye Love: da PezzoDiCuore

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Dove eravamo rimaste?

Ah, si, all’abitudine tipicamente femminile di credere che le persone cambino del tutto. Sia noi, che loro, i maschi.

In realtà è doveroso precisare che spesso si tratta di concorso di colpa, come nei tamponamenti. La principale responsabilità del maschio, in questo equivoco, è di essere un grande semplificatore e di non aver molta voglia di approfondire (sia chiaro, è una caratteristica che spesso invidio, magari riuscissi anch’io a spegnere il cervello ogni tanto!).

Il grande equivoco è che spesso noi donne ci costruiamo un’immagine di quella che è la donna ideale di ogni uomo. Avendo noi per prime il delirio di onnipotenza, è nostra innata convinzione che noi – ovviamente – siamo migliori delle altre, non rompiamo le palle, non chiediamo nulla, insomma siamo la sua oasi felice.

E’ chiaro che l’oasi felice non esiste e, sinceramente, è anche un po’ svilente essere desiderate solo in quanto vacanza dalla vita normale.

Il grande semplificatore invece, spesso cerca proprio quello.

Non parlo ovviamente delle storie adolescenziali o dei primi amori. Ma noi quarantenni (chi più, chi meno) tendenzialmente ci confrontiamo coi nostri pari, ovvero uomini che di solito hanno alle spalle convivenze, matrimoni, figli e che quando si rimettono sul mercato hanno ben chiara una cosa: per rompere hanno già la ex, tu sei vuoi essere originale ti devi distinguere.

Io invece rivendico il mio diritto di avere compreso nel pacchetto anche il diritto di rompere e soprattutto di non essere alternativa a. Anch’io se mi sono lasciata alle spalle una relazione è perchè evidentemente avevo bisogno d’altro, compreso qualcuno che mi rompesse le palle in maniera diversa da prima.

Il semplificatore (ribadisco, genuina invidia) di solito invece vorrebbe che la nuova compagna fosse il suo abbonamento all’ottovolante, ovvero qualcuno che lo distoglie dalle rogne quotidiane. Se se la sceglie tanto più giovane, prima o poi anche lei gli chiederà di vivere una relazione ufficiale, di riprodursi e tutti quei fastidi che lui credeva di aver assolto e risolto con la prima moglie/compagna. Se se la sceglie coetanea ed altrettanto zavorrata di relazioni precedenti e relativi amati frutti (leggi: figli) è probabile che abbia i suoi stessi bisogni.

Qual’è spesso il problema di molte coetanee? Che all’inizio del rapporto gli (ci) si racconta che “no, non voglio figli, sto bene così, ho la mia vita da single, la mia carriera, i miei amici” poi (com’è giusto che sia) gli orologi biologici iniziano a ticchettare, complice anche un bombardamento mediatico che fa credere talvolta che un figlio sia un accessorio fondamentale, o la realizzazione di un sogno, mentre spesso i figli, sono destabilizzanti e non solo perché non dormi più, ma anche perché significa metterti al servizio di qualcun altro 24 ore su 24, e più tardi lo fai, più tempo hai passato a dedicare quelle 24 ore a te, e trascurarti spesso non è facile.

Da parte sua il semplificatore, crede senza indugi alla prima versione, pur sapendo che non è vera ed ai primi segnali di richieste di qualcosa di più poi si allontana. In cerca di un’altra mistificatrice.

Ovviamente io non ho la soluzione, ed anzi la mia vita dimostra come sia la persona meno indicata a dare consigli, salvo per il dettaglio che, avendo commesso un numero considerevole di errori, se non altro in questo – come esperta – non mi batte nessuno.

 

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