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Alimentazione: come evitare il rischio Mercurio nel pesce

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Alimentazione: come evitare il rischio Mercurio nel pesce

Il pesce è un alimento ad elevato valore nutritivo, più digeribile della carne e ricco di grassi “buoni”. Questi ultimi, appartenenti soprattutto alla serie Omega 3, sono in grado di abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue e proteggono dal rischio cardiovascolare grazie alla loro azione antitrombotica. Il grasso dei pesci, inoltre, ha un minor contenuto in colesterolo rispetto al grasso derivante da fonti animali. Il pesce è anche particolarmente ricco di minerali come il calcio, il fosforo, lo iodio ed il selenio; importante anche il contenuto vitaminico (in particolare di niacina, vit. B12, vit. D e vit. E).  Sempre più spesso però si parla però del rischio che il pesce, come altri cibi contengano Mercurio.
Nella maggior parte degli alimenti la concentrazione di mercurio è al di sotto del limite di rilevabilità strumentale. Questo metallo può tuttavia contaminare alcuni cibi, come il rene ed il fegato della selvaggina o i cereali ed i funghi cresciuti in terreni inquinati. La maggiore fonte di assunzione (70-90% del totale) è rappresentata dal pesce pescato in zone marine contaminate. Naturalmente, le concentrazioni di mercurio negli alimenti ittici presentano un alto grado di variabilità, dipendente da vari fattori.
Va precisato innanzitutto che il rischio tossicologico di mercurio nel pesce dipende dalla concentrazione di mercurio nelle acque dove il pesce ha vissuto, dalla specie di appartenenza e, ovviamente, dalla quantità ingerita. Il consumatore non può intervenire sul primo fattore di rischio (habitat), ma è necessario che consideri le altre variabili (specie, taglia, quantità ingerita) per limitare al massimo l’introduzione di mercurio nell’organismo. mercurio pesce 1 Alimentazione: come evitare il rischio Mercurio nel pesce


COME EVITARE IL RISCHIO DI MERCURIO NEL PESCE – IL TIPO DI PESCE:

i grassi Omega3 sono presenti in quantità elevate soprattutto nel salmone e nel pesce azzurro (in particolare acciughe, aringhe, maccarello e sardine). Questi pesci sono considerati a basso rischio di contaminazione in quanto non sono ai vertici della catena alimentare e spesso provengono da allevamenti specifici.
Al contrario è buona regola non esagerare con il consumo di pesci come pesce spada, squalo e sgombro reale (diverso da quello venduto in scatola e destinato soprattutto al mercato Americano) che potrebbero essere ad alto contenuto di mercurio.
Anche per le gestanti la FDA statunitense (Food and Drug Administration) considera sicura un’assunzione settimanale di pesce fino a 350 g, a patto che vengano escluse le specie a più alto rischio (tile gibboso, pesce spada, squalo, sgombro reale).

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COME EVITARE IL RISCHIO DI MERCURIO NEL PESCE – LA TAGLIA:

i pesci a più elevata concentrazione di mercurio sono i grandi predatori (tonno, pescespada, verdesca) che, essendo ai vertici della catena alimentare, accumulano dosi maggiori della sostanza. I più sicuri, al contrario, sono i pesci di piccola taglia (ad eccezione dei molluschi) e quelli di allevamento, come la trota, il pesce gatto ed il salmone.
All’interno della stessa specie, a parità di condizioni ambientali, i livelli di mercurio sono proporzionali all’età, al peso e alla superficie corporea dell’animale.

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COME EVITARE IL RISCHIO DI MERCURIO NEL PESCE – L’HABITAT:

Nelle acque contaminate il livello di mercurio può raggiungere concentrazioni particolarmente elevate. Si tratta, purtroppo, di uno dei fattori meno controllabili dal consumatore al momento dell’acquisto del pesce.
E’ utile ricordare che generalmente nei paesi in via di sviluppo le fonti di inquinamento sono maggiori ed i controlli sanitari sono inferiori: il pesce e gli alimenti provenienti da tali zone risultano quindi potenzialmente più pericolosi. Tuttavia, la concentrazione di mercurio nei nostri mari è in genere superiore rispetto a quella dell’oceano Atlantico. Il tonno in scatola è per questo motivo relativamente più sicuro di quello fresco, poiché viene generalmente pescato negli oceani, dove il tasso di inquinamento è minore rispetto al Mediterraneo.
Generalmente inoltre i pesci di allevamento sono più sicuri e corrono un minor rischio di intossicazione da mercurio, anche se sono stati segnalati casi di presenza di mercurio in mangimi contaminati.

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COME EVITARE IL RISCHIO DI MERCURIO NEL PESCE – PARTE CONSUMATA:

fortunatamente gran parte del carico inquinante si concentra in organi del pesce che vengono generalmente rimossi prima del consumo (fegato, cervello ed intestino); le parti commestibili ne contengono una percentuale inferiore, ma che può comunque essere pericolosa per la salute.

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COME EVITARE IL RISCHIO DI MERCURIO NEL PESCE – ASSUMERE SELENIO:

gli effetti tossici del mercurio sono mitigati dalla contemporanea assunzione di selenio, un minerale naturalmente presente nel pesce ma anche in lievito di birra, cereali, carni, molluschi ed integratori specifici. E’ utile quindi integrare la nostra alimentazione assumendo regolarmente integratori a base di selenio.

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Per evitare che il mercurio annulli gli effetti positivi associati al regolare consumo di pesce è utile conoscere gli aspetti di cui abbiamo parlato. In conclusione, se si rispettano questi semplici suggerimenti, la bilancia pende decisamente dalla parte dei benefici legati al regolare consumo di pesce. Per la nostra salute è quindi consigliabile consumare dalle due alle quattro porzioni settimanali di pesce, variando nella scelta delle specie e dando la preferenza a quelli di piccola taglia e di allevamento.

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  1. mannaccia, a me piace solo il pesce spada…..
    complimenti, ormai siete un vero e proprio giornale on line..

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